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2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi nei terreni agricoli - PSR - Abruzzo

Anagrafica Misura
Regione: 
Abruzzo
Strumento agevolativo: 
PSR
Fondo strutturale: 
FEASR
Asse prioritario: 
Asse 2 - Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale
Fonti: 

PSR Abruzzo Versione 6 - Novembre 2012

Oggetto
Descrizione e finalità: 

La misura è finalizzata alla tutela e al miglioramento delle risorse naturali dei paesaggi rurali agrari tradizionali nonché dei sistemi agricoli e forestali ad elevata valenza naturale.

La Misura si propone di sviluppare una gestione attiva delle risorse naturali, coniugando la gestione agricola a quella faunistica, promuovendo lo svolgimento di servizi ambientali da parte delle aziende agricole, anche attraverso la fruizione pubblica di siti di pregio dal punto di vista ambientale e paesaggistico e la protezione delle attività economiche da potenziali danni derivanti dalla fauna selvatica.

La Misura intende rispondere ad una molteplicità di esigenze:

  • conservare la biodiversità quale condizione di salvaguardia per specie ed habitat di interesse comunitario ai sensi delle direttive 79/409 e 92/43;
  • favorire l’incremento spontaneo di flora e fauna selvatiche;
  • mantenere gli ecosistemi di alta valenza naturale e paesaggistica.
  • favorire una corretta gestione delle aree della Rete Natura 2000
  • conservare e mantenere la funzionalità del sistema idrico costituito da elementi naturali e seminaturali per consentire lo scambio delle acque interne con quelle esterne e garantire la continua movimentazione e circolazione delle stesse sull’intera superficie delle zone umide;
  • realizzare investimenti non produttivi finalizzati al ripristino degli elementi naturali e seminaturali caratteristici del paesaggio agrario. 
Interventi ammissibili: 

Le tipologie di intervento sono:

A. Ripristino di spazi naturali e seminaturali e del paesaggio agrario

Tale Azione prevede il ripristino di elementi paesaggistici, naturali e seminaturali caratteristici del paesaggio agrario in Abruzzo, attraverso investimenti non produttivi riguardanti la realizzazione di:

  • siepi, anche alberate e con finalità di fasce tampone, per ridurre il fenomeno di trasporto di elementi inquinanti di vario tipo;
  • boschetti (costituiti da appezzamenti occupati da vegetazione arborea e/o arbustiva inferiori o pari a 0,50 Ha non contigui ad altre superfici a bosco, cioè separati da superfici a bosco da una fascia di terreno inerbito larga almeno 10 metri);
  • stagni, laghetti, paludi e bacini per la fitodepurazione delle acque. Al fine di rafforzare l’apporto positivo alla gestione delle risorse idriche tra gli elementi naturali previsti per favorire la fitodepurazione delle acque sono incluse anche le paludi.

La realizzazione dei suindicati elementi naturali deve essere effettuata attraverso investimenti non produttivi che comprendono:

  • la piantumazione di specie arboree o arbustive appartenenti alla flora autoctona o storicamente presente nei territori interessati;
  • la piantumazione di specie erbacee acquatiche idrofite ed elofite nei bacini per la fitodepurazione;
  • la realizzazione di una fascia di rispetto circostante le sponde di laghetti, stagni, bacini di fitodepurazione, estesa almeno cinque metri e rivestita di vegetazione erbacea e/o arborea ed arbustiva;
  • la realizzazione di una fascia di rispetto circostante, siepi e boschetti, non coltivata e mantenuta a regime sodivo, estesa tra 2 e 5 metri per ogni lato esterno;

B. Creazione di fasce tampone vegetate lungo i corsi d’acqua e miglioramento della naturalità di canali di bonifica ed irrigui, per il miglioramento del paesaggio rurale e la creazione di corridoi ecologici

Gli interventi mirano al miglioramento dei paesaggi rurali ed alla ricostruzione di ambienti ripariali in grado di svolgere molteplici funzioni ecologiche (stabilizzazione delle sponde e contenimento dei fenomeni erosivi, riduzione della concentrazione di inquinanti chimico – fisici nelle acque, creazione di habitat per numerose specie animali di interesse comunitario). Ove possibile ed opportuno, gli interventi potranno prevedere la sostituzione di opere di contenimento e/o canalizzazione rigide (arginature in
cemento armato), con opere a funzione analoga realizzate applicando le tecniche dell’ingegneria naturalistica. Le specie vegetali erbacee, arbustive ed arboree utilizzate devono essere quelle tipiche degli ambienti ripariali nelle condizioni fitoclimatiche e pedologiche della stazione di impianto.


C. Costituzione e riqualificazione di zone umide

Tali investimenti non produttivi interesseranno le rive di corpi idrici, nei terreni agricoli, tramite interventi per il mantenimento di minimi livelli idrici con creazione di opportuni manufatti idraulici, risagomatura delle sponde e dei fondali al fine di ricreare microhabitat di interesse faunistico, controllo sulla immissione di sostanze reflue o di altra natura agricola inquinante, ripristino e controllo della vegetazione palustre con formazione anche di fasce sufficientemente estese di canneto, modellamento delle stesse con tagli per parcelle a rotazione in modo da favorire la formazione di anse e canaletti interni, costituzione, ripristino e/o conservazione di collegamenti con siepi e filari tra la zona umida considerata e altri biotopi interattivi presenti nell’intorno (bacini, canali, corsi d’acqua minori) o l’asta fluviale principale.

D. Interventi per il controllo della presenza di animali selvatici e la difesa delle attività agro-zootecniche nelle aree montane.

L’aiuto e concedibile per l’acquisto e l’eventuale messa in opera di recinzioni da utilizzare per la difesa dalla fauna selvatica degli animali al pascolo e per la difesa dei campi coltivati (per esempio, recinzioni mobili elettrificate a basso voltaggio, recinzioni fisse, ecc.) in modo da prevenire gli eventi dannosi da parte di animali selvatici, al fine di tutelare la biodiversita animale.
Questa tipologia è riservata ai titolari di aziende zootecniche che praticano l’allevamento di tipo estensivo nelle zone di montagna e i cui terreni utilizzati per il pascolamento sono dislocati nel territorio di quei comuni nei quali nei tre anni precedenti la domanda di adesione alla misura siano stati accertati eventi di predazione ai sensi della L.R 10/2003.
Trattasi di zone di particolare pregio ambientale dove sono presenti specie animali e vegetali particolarmente importanti la cui tutela giustifica tale tipologia di investimento.

E. Investimenti aziendali non produttivi in aree Natura 2000

Gli interventi riguardano progetti localizzati in aree agricole situate all’interno dei siti Natura 2000 finalizzati alla realizzazione e ristrutturazione di sentieri e piazzole per escursioni naturalistiche, realizzazione di cartellonistica, schermature finalizzate a mitigare il disturbo sulla fauna, punti di osservazione per bird watching, strutture per la gestione della fauna selvatica finalizzate a garantirne la coesistenza con le attività produttive agro-forestali, interventi finalizzati al sostentamento della fauna selvatica.
 

Destinazione
Destinatari: 
  • Imprenditori agricoli singoli o associati (per tutte le tipologie di investimento);
  • Consorzi di bonifica, limitatamente alle tipologie di investimento C e D, localizzate anche sui terreni agricoli di proprietà.
     
Aree territoriali di riferimento: 

La misura è applicata su terreni agricoli ubicati nelle Macroaree C (Collina interna) e D (zone montane caratterizzate da problemi complessivi di sviluppo); essa si applica anche a terreni agricoli ubicati nelle altre macroaree del territorio regionale purché all’interno di Siti della rete Natura 2000 (SIC e ZPS).

Elenco comuni per zona di appartenenza.

Comparti: 
14. Interventi agroforestali non produttivi
Investimenti e contributo
Spese ammissibili: 


Investimenti materiali
Azione A

  • realizzazione di siepi, anche alberate, boschetti, stagni, laghetti, paludi e bacini per la fitodepurazione delle acque.

Azione B

  • stabilizzazione delle sponde e contenimento dei fenomeni erosivi;
  • riduzione della concentrazione di inquinanti chimico – fisici nelle acque;
  • creazione di habitat per numerose specie animali.

Azione C

  • creazione di opportuni manufatti idraulici;
  • risagomatura delle sponde e dei fondali;
  • controllo sulla immissione di sostanze reflue o di altra natura agricola inquinante;
  • ripristino e controllo della vegetazione palustre con formazione di fasce sufficientemente estese di canneto;
  • modellamento delle fasce con tagli per parcelle a rotazione;
  • costituzione, ripristino e/o conservazione di collegamenti con siepi e filari tra la zona umida considerata e altri biotopi interattivi presenti nell’intorno.

Azione D

  • acquisto ed eventuale messa in opera di recinzioni da utilizzare per la difesa dalla fauna selvatica degli animali al pascolo e per la difesa dei campi coltivati.

Azione E

  • realizzazione e ristrutturazione di sentieri e piazzole per escursioni naturalistiche;
  • realizzazione di cartellonistica, schermature finalizzate a mitigare il disturbo sulla fauna, punti di osservazione per bird watching.


Soglie minime e massimali di spesa
In sede di attuazione della misura la Regione Abruzzo si riserva di fissare massimali di spesa ammissibile per le diverse tipologie di investimento considerate.
 

Intensità dell'aiuto: 

L’intensità dell’aiuto per i costi di investimento è la seguente:

  • 80% del costo dell’investimento ammissibile nel caso di investimenti realizzati ricadenti nelle zone montane, nelle zone caratterizzate da svantaggi naturali e nei siti di cui alle direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE;
  • 70% del costo dell’investimento ammissibile nel caso di investimenti ricadenti nelle altre zone.

Elenco zone svantaggiate e montane