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1.2.1 Ammodernamento delle aziende agricole - PSR - Sardegna

Anagrafica Misura
Regione: 
Sardegna
Strumento agevolativo: 
PSR
Fondo strutturale: 
FEASR
Asse prioritario: 
Asse 1 – Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale
Fonti: 

PSR Sardegna  Versione 8 - Novembre 2012

Oggetto
Descrizione e finalità: 

La Misura 121 è direttamente finalizzata all’obiettivo specifico dell’Asse 1 di “Valorizzazione dei prodotti agricoli attraverso l'aggregazione delle produzioni e dell'offerta e il miglioramento dei processi produttivi, salvaguardando nel contempo le risorse naturali, il paesaggio e il tessuto socio-economico delle zone rurali”.Indirettamente la misura concorre anche agli obiettivi specifici di “Rispettare i requisiti prescritti dalla normativa comunitaria”, “Accrescere la produzione agricola tutelata da sistemi comunitari e nazionali di qualità alimentare” e di “Facilitare l'insediamento di giovani in agricoltura”.

L’aiuto è erogato come contributo sulla spesa ammissibile. Per beneficiare dell’aiuto l’impresa proponente deve presentare un piano aziendale degli investimenti supportato da un business plan che dimostri la sostenibilità finanziaria dell’intervento e il perseguimento dei seguenti obiettivi:

  • aumento del reddito aziendale attraverso la riduzione dei costi di produzione, il miglioramento qualitativo della produzione, il miglioramento e la riconversione della produzione;
  • miglioramento dell’ambiente naturale o delle condizioni di igiene o del benessere animale.
Interventi ammissibili: 

Gli investimenti devono essere riferibili alle tipologie di seguito specificate:

  • a) costruzione e ristrutturazione di strutture al servizio delle aziende agricole volte a ridurre i costi di produzione, migliorare la qualità delle produzioni, migliorare le condizioni di lavoro e gli standard di sicurezza;
  • b) acquisto di macchine agricole, mezzi di trasporto, macchinari, impianti tecnologici o attrezzature per razionalizzare i mezzi di produzione aziendale, ridurre i costi di produzione, migliorare la qualità delle produzioni, migliorare le condizioni di lavoro e gli standard di sicurezza;
  • c) riconversioni colturali e varietali per adeguarle alle nuove esigenze dei consumatori, agli orientamenti dei mercati e/o ridurre i costi di produzione;
  • d) investimenti per la tutela e il miglioramento dell’ambiente e del paesaggio, solo se complementari agli investimenti produttivi;
  • e) investimenti per la tutela delle acque o per il ripristino dei caratteri paesaggistici (siepi, filari, alberate, muretti a secco, manufatti rurali, etc.), se complementari agli investimenti produttivi; 
  • f) investimenti per risparmi energetici ed investimenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, coerenti con i fabbisogni d’intervento e le priorità stabilite per i settori produttivi:
  • f.1) investimenti per l’ammodernamento di macchine, attrezzature ed impianti, che migliorino rispetto alla situazione pre-esistente il bilancio energetico e il bilancio delle emissioni;
  • f.2) investimenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, nel limite di potenza degli impianti fino ad 1MWp, destinati all’auto consumo, coerenti con i fabbisogni energetici dell’azienda e in ogni caso non eccedenti i fabbisogni aziendali:- impianti per la produzione di biogas da reflui di allevamento;
  1. impianti per la produzione di energia da effluenti, scarti, sottoprodotti e/o rifiuti aziendali;
  2. impianti per la produzione di energia da altre fonti rinnovabili (compreso il solare e l’eolico).
  • g) investimenti per il miglioramento delle condizioni di igiene degli allevamenti e per migliorare il benessere degli animali;h. investimenti in strutture e attrezzature per la lavorazione, trasformazione, commercializzazione del prodotto agricolo che a trasformazione avvenuta rimane tale; tali interventi riguardano solamente prodotti aziendali;
  • i) investimenti finalizzati all’introduzione di sistemi volontari di certificazione della qualità;
  • j) investimenti in tecnologie innovative finalizzati a produzioni a destinazione non alimentare (piante officinali “no food” e colture proteoleaginose o cerealicole per produzione di biomasse e/o biocarburanti)

In ogni caso, non sono ammessi investimenti se non conformi alle norme comunitarie applicabili agli investimenti interessati.Sono altresì esclusi gli investimenti destinati ad adeguare l’azienda a normative in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali i cui termini di adeguamento siano scaduti;

Nel caso di giovani agricoltori beneficiari del sostegno di cui all'articolo 20, lettera a), ii) del Reg. (CE) n. 1698/2005 (insediamento di giovani agricoltori), il sostegno può essere concesso per quegli investimenti che siano finalizzati al rispetto dei requisiti comunitari esistenti, di cui all’allegato A, se specificati nel piano aziendale di cui all'articolo 22, paragrafo 1, lettera c). Durata e motivo: la proroga entro cui occorre conformarsi ai requisiti non può superare i 36 mesi dalla data di insediamento, la durata comprende il periodo di insediamento e di acquisizione delle capacità finanziarie e tecniche per l’adeguamento.
Si veda l’Allegato A.

In linea generale, non sono sovvenzionati a norma del Reg. (CE) n. 1698/2005 gli investimenti che avrebbero l’effetto di aumentare la produzione oltre le restrizioni alla produzione o le limitazioni del sostegno comunitario per singoli agricoltori, aziende o stabilimenti di trasformazione, che siano imposte da un’organizzazione comune di mercato, compresi i regimi di sostegno diretto finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA).

Gli impianti ad energia solare ed eolica devono essere compatibili con le norme in materia di tutela del paesaggio e dell’ambiente e non generare problemi di concorrenza nell’uso agricolo del suolo. In particolare gli impianti ad energia solare dovranno essere integrati o semiintegrati nei fabbricati aziendali, gli impianti a terra saranno ammessi solo in assenza o insufficienza di fabbricati e solo se è dimostrato che l’occupazione del suolo non determina una diminuzione della capacità produttiva dell’azienda agricola.

Per i seguenti settori sono state stabilite delle limitazioni specifiche:

Settori e OCM
 
Esclusioni e limitazioni specifiche per settori prioritari di intervento 
Bovino da latte

 

Sono esclusi:
  • Investimenti che determinano aumento della capacità produttiva superiore al quantitativo di riferimento individuale posseduto dall’azienda stessa.
  • Investimenti destinati ad aziende non in regola con il regime delle quote latte.
Bovino da carne

Sono esclusi gli interventi di: Miglioramento pascoli

Ovicaprino

Sono esclusi gli interventi di: Miglioramento pascoli

 
Suino Sono esclusi: Interventi che comportino un aumento di capacità produttiva
Avicunicolo Sono esclusi: Interventi che comportino un aumento di capacità produttiva.
Florovivaismo L’aumento di superfici produttive sarà consentito solo nel caso di realizzazione di nuove serre a ridotto impatto ambientale.
Vitivinicolo Sono esclusi:
Interventi di ristrutturazione e riconversione dei vigneti in quanto finanziati nell’ambito delle OCM.

OCM Ortofrutta

Le OP/AOP che intendono realizzare gli investimenti di cui alle misure 121 e 123 del PSR, possono accedere alle misure del PSR per investimenti di dimensione finanziaria superiore ai 200.000 Euro
I singoli soci dell’OP/AOP potranno effettuare gli investimenti a valere sulla misura 121 del PSR solo qualora il valore dell’investimento supera la soglia di 15.000 Euro
 

OCM Olio di oliva

Il PSR interviene:

1) a livello di imprese di produzione:


  • per le imprese non aderenti alle organizzazioni di produttori sono ammissibili tutte le tipologie di intervento.
  • per le imprese aderenti alle organizzazioni di produttori sono ammissibili tutte le tipologie di intervento strutturale (adeguamento strutture aziendali, sistemazione terreni, interventi irrigui, riconversione varietale mediante reinnesto o reimpianto, realizzazione nuovi impianti razionali, ristrutturazione impianti esistenti).

2) a livello di imprese di trasformazione e commercializzazione:

  • per le imprese non aderenti alle Organizzazioni di Produttori, sono ammissibili tutte le tipologie di intervento;
  • per le Organizzazioni di Produttori ed imprese loro aderenti, sono ammissibili: realizzazione o adeguamento strutture, acquisto e installazione di impianti e attrezzature riguardanti le attività di lavorazione, trasformazione, condizionamento, conservazione e vendita dei prodotti; hardware e software connessi a nuovi impianti.

 

OCM Apicoltura

In base al reg. CE 1234/2007 il settore apistico gode già di un regime di sostegno comunitario per la realizzazione di azioni finalizzate al miglioramento delle condizioni di produzione e commercializzazione dei prodotti dell’apicoltura, declinato attraverso i programmi apicoli nazionali e regionali.
Per evitare la sovrapposizione con gli aiuti del Programma Apistico Regionale, il PSR Sardegna andrà a finanziare solo le richieste con contributo minimo di 10.000€ (in caso di singole aziende) o di 20.000€ (in caso di aziende associate quali cooperative e loro consorzi, società agricole tra produttori).

Ex-bieticoltori Gli ex bieticoltori, in ragione della demarcazione tra OCM zucchero e PSR, non possono avere
accesso al finanziamento alla misura 121 per la tipologia di investimento di cui alla lettera “b”: relativi a macchinari e attrezzature. 
Destinazione
Destinatari: 

Imprese agricole, singole o associate (cooperative, consorzi di cooperative, società agricole ex art.2 del d.lgs. 99/2004) regolarmente iscritte nel registro delle imprese agricole della C.C.I.A.A.Al momento della domanda il proponente non deve aver compiuto i 65 anni.

L’impresa deve avere una dimensione economica aziendale adeguata in termini di redditività, valutata sulla base del Reddito Lordo Standard (RLS).

In particolare la Misura privilegia le imprese in zone svantaggiate e i giovani agricoltori come individuati dagli artt. 7 e 8 del Reg. (CE) 1257/99, ovvero che:

  • non hanno ancora compiuto 40 anni,
  • possiedono conoscenze e competenze professionali adeguate,- si insediano in un'azienda agricola per la prima volta in qualità di capo dell'azienda.
     
Aree territoriali di riferimento: 

Intero territorio regionale.
Per le aziende situate in area svantaggiata o soggetta a vincoli ambientali sono previste condizioni di accesso più favorevoli.

 

Comparti: 
1. Seminativi
1.1 Cereali (escluso riso)
1.2 Oleoprotaginose
5. Ortofrutta
6. Zootecnia
6.2 Carni
6.2.1 Bovino
6.2.2 Suino
6.2.4 Ovicaprino
6.2.5 Avicunicolo
6.2.6 Selvaggina e allevamenti minori (struzzo, lumache,...)
7. Olivicoltura
8. Viticoltura
9. Apicoltura
11. Florovivaismo
11.3 Piante aromatiche e officinali
13. Energie rinnovabili
15. Altre produzioni comprese nell'Allegato I del Trattato
Investimenti e contributo
Spese ammissibili: 

Sono ammissibili a sostegno le spese per:

investimenti materiali

  • costruzione e ristrutturazione di immobili;
  • acquisto di impianti, macchinari, attrezzature.

investimenti immateriali connessi agli investimenti materiali di cui sopra

  • redazione del piano aziendale, progettazione, direzione dei lavori;
  • ricerche e analisi di mercato;
  • supporto tecnico per l’attivazione di sistemi di tracciabilità dei prodotti;
  • progetti finalizzati all’integrazione di filiera e alleanza fra imprese;
  • supporto tecnico per la valorizzazione commerciale dei prodotti agricoli;
  • acquisizione di know-how;
  • acquisto di software;
  • acquisto di brevetti e licenze.Non saranno in ogni caso ammessi interventi immateriali non collegati a investimenti materiali. 

Per salvaguardare le finalità degli aiuti pubblici concessi, il beneficiario deve mantenere la destinazione d'uso dei beni immobili e di quelli mobili finanziati rispettivamente per dieci e cinque anni dalla decisione di erogazione dell’intero finanziamento.

Esclusioni e limitazioni
In generale sono esclusi dagli aiuti:

  • acquisto di diritti di produzione, diritti di reimpianto vigneti;
  • acquisto di animali;
  • acquisto di piante annuali, piante poliennali a ciclo breve e la loro messa a dimora;
  • acquisto di dotazioni usate;
  • acquisto di terreni, fabbricati e costruzione di nuove abitazioni;
  • acquisto di veicoli non riconducibili alla categoria dei macchinari adibiti a lavori agricoli ai sensi dell’art. 1, commi 2 e 3 e art. 2, comma 3 lettera d) del DM 454 del 14 dicembre 2001, ad eccezione degli automezzi per l’esercizio dell’apicoltura nomade;
  • drenaggi, impianti e opere per l’irrigazione, a meno che tali interventi permettano di ridurre di almeno il 25% il precedente consumo di acqua;
  • investimenti di mera sostituzione.

Soglie minime e massimali di spesa

  • Le spese per investimenti immateriali non possono superare il 10% degli investimenti materiali.

OCM Ortofrutta
Importo minimo di investimenti per OP/AOP: 200.000€
mporto minimo di investimenti per singoli soci di OP/AOP: 15.000€

Intensità dell'aiuto: 

Contributo in conto capitale calcolato su una spesa massima ammissibile.

L’intensità del contributo sulla spesa ammissibile varia in funzione della localizzazione dell’azienda e dell’età dell’agricoltore.

  • 40% in zone non svantaggiate
  • 50% in zone svantaggiate;
  • 50% per i giovani agricoltori in zone non svantaggiate
  • 60% per i giovani agricoltori in zone svantaggiate

Elenco zone svantaggiate e montane

OCM Apicoltura:

  • 10.000€= richiesta di contributo minimo complessivo per azienda
  • 20.000€ = richiesta di contributo minimo per proponenti in forma associata quali cooperative e loro consorzi, società agricole tra produttori.